Educare i propri figli è una bella sfida

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I SEI MODELLI FAMILIARI DISFUNZIONALI PIÙ FREQUENTI OGGI IN ITALIA

Dott.ssa Eleonora Di Nardo, specialista in Psicoterapia

Generalmente, la famiglia si basa su delle regole che proteggono e permetto ai figli di crescere, ma che spesso tendono a diventare troppo rigide. Di conseguenza esse non sono più funzionali, portando quindi alla creazione di problemi nell’ambito familiare. I sei modelli familiari disfunzionali qui descritti sono problematici perché applicati rigidamente. Le stesse caratteristiche, se moderate e rese flessibili, possono invece rivelarsi utili, nonché un’importante risorsa per i figli. Andiamo a scoprili insieme!

MODELLO IPERPROTETTIVO

Il più frequente in assoluto, il motto di queste famiglie è “dicci cosa ti manca e te lo procureremo noi”. I genitori si sostituiscono continuamente ai figli, rendendo loro la vita più facile, cercando di eliminare tutte le difficoltà. Incapaci di punire, cambiano le regole in precedenza stabilite se queste risultano eccessivamente punitive o frustranti per il figlio. Al figlio si richiede solo di accettare i privilegi che la situazione offre senza fare resistenza; se si oppone, non perde alcun privilegio né l’amore dei genitori, rischia soltanto di farli soffrire.

I genitori, per i quali educare equivale nei fatti ad essere il “pronto soccorso”, veicolano al figlio un duplice messaggio. Il primo, il più evidente è â€œfaccio tutto per te perché ti amo”. Il secondo, più sottile e squalificante è “io faccio tutto per te perché forse da solo non ce la faresti”. Innescando così la sensazione o il sospetto nel figlio di essere un incapace; dubbio che può divenire realtà, poiché nella stragrande maggioranza dei casi i figli finiscono per arrendersi senza combattere, affidando il controllo della loro vita ai genitori. Il ragazzo crescerà pensando che impegnarsi nella vita è inutile perché in ogni caso non si andrà incontro a nessuna conseguenza temibile, saranno i genitori o i nonni ad intervenire e risolvere tutto.

Questa modalità di interazione può condurre alla creazione di gravi problematiche nell’adolescente; bassa autostima, incapacità ad assumersi responsabilità, disturbi d’ansia, attacchi di panico, e molto altro.

MODELLO DEMOCRATICO-PERMISSIVO

La caratteristica dominante di questo tipo di famiglia è l’assenza di gerarchie: genitori e figli sono amici, con pari diritti. Ogni decisione deve scaturire dal deliberato e unanime consenso di tutti; il bene supremo da perseguire è la pace in famiglia, l’armonia, l’amicizia. Le regole è come se non esistessero perché sono disancorate da ogni punizione e dal senso di responsabilità nell’adolescente.

Quest’ultimo di solito riferisce di essere in ottima relazione con i genitori, almeno fino a quando insorgono difficoltà o problemi nella sua vita personale; ad esempio problemi con l’altro sesso o nel rendimento scolastico, oppure problematiche psicologiche correlate alla sua scarsa autostima. A questo punto insorgono difficoltà anche in famiglia, poiché il ragazzo non trova nei genitori quel supporto stabile e rassicurante. Può manifestare comportamenti di rifiuto e ribellione, non riuscendo però a diventare autonomo. Non di rado le sue difficoltà divengono patologie psicologiche come ossessioni, fobie o disordini alimentari.

MODELLO SACRIFICANTE

Uno dei punti fermi del modo di educare di questo tipo di famiglia è il sacrificio, ritenuto il comportamento più adatto per farsi accettare dall’altro e per mantenere stabile una relazione. L’idea centrale è che il dovere dei genitori è quello di sacrificarsi per i figli; il piacere più grande, per esempio, è il piacere dei figli o del coniuge… ma non il proprio. Il piacere personale non è concesso. Discorsi ricorrenti riguardano la delusione provata per il mancato apprezzamento delle rinunce sopportate a favore del bene comune. Di solito, i figli tentano di far accettare ai genitori la loro diversa visione della vita, esortandoli ad uscire di più, divertirsi, godersi la vita, ma i genitori, generalmente, controbattono che se i figli vogliono continuare a vestirsi alla moda, proseguire gli studi, avere un’auto, loro dovranno continuare a sacrificarsi e a fare a meno di tante cose.

I genitori danno senza che venga richiesto e si arrabbiano se il loro sacrificio non viene apprezzato, facendo sentire il figlio in debito o in colpa. L’atmosfera che si respira in queste famiglie è carica di ansia e preoccupazione, per cui l’adolescente tende a sfuggirla e a cercare scampo nelle amicizie, nella scuola, nello sport, e purtroppo talvolta, in altro. Difficilmente impara che per ottenere qualcosa se lo deve meritare, con la conseguente elevata probabilità di non riuscire a realizzarsi nella vita e di arrendersi alla minima difficoltà.

MODELLO INTERMITTENTE

Questo modello è connotato da una costante ambivalenza; ad esempio può alternare posizioni iperprotettive, seguite da atteggiamenti democratico-permissivi, per poi assumere quello sacrificante, il tutto senza apparenti e chiare motivazioni. Per quanto possa apparire strano, questo tipo di modello è piuttosto frequente. I genitori possono passare da regole rigide a regole morbide, dal valorizzare a squalificare i figli, le regole sono oggetto di continua revisione. Si denota una marcata incapacità, non tanto di individuare strategie idonee per la gestione di conflitti e per la risoluzione di problemi, quanto di mantenere una posizione. Per il figlio niente è valido o rassicurante, essendo il cambiamento l’unica costante, pertanto si sentirà privo di punti di riferimento o basi sicure.

MODELLO DELEGANTE

Questa tipologia di famiglia, spesso, si costruisce perché la coppia appena formata non sviluppa un sistema di vita autonomo e libero, ma si inserisce nel contesto famiglia di origine di uno dei due coniugi. I due coniugi tendono a delegare la responsabilità delle scelte e delle decisioni ad altri, spesso sono nonni ad educare. I figli ne traggono vantaggio, almeno in apparenza, poiché riescono a veder soddisfatti da più parti tutti i loro desideri; dato che spesso le regole dei nonni e quelle dei genitori non coincidono tenderanno a seguire quelle che tornano più comode. Tuttavia, nel tempo, il ragazzo si troverà ad avere troppe figure di riferimento e nessuna di queste stabile; i genitori infatti non saranno visti come guide solide e sicure a cui affidarsi nei momenti di difficoltà.

MODELLO AUTORITARIO

E’ un modello che appartiene a generazioni di 30 o 40 anni fa; per quanto sembri superato, l’educare per alcune famiglie si ispira ad esso. In questo tipo di famiglia i genitori, ma più spesso il padre, sono gli unici detentori del potere; le regole sono indiscutibili, l’ordine e la disciplina sono i fondamenti della convivenza. I figli o si uniformano o andranno incontro a punizioni anche molto pesanti. E’ frequente che i figli non accettino di adeguarsi a tale modello ed inizino a mettere in atto tutta una serie di manovre per sottrarsi al clima familiare. Ad esempio stando più tempo fuori casa, facendo cose di nascosto, dando inizio ad un braccio di ferro fra genitore/i e figlio che si può evolvere in drammatiche escalation simmetriche di violenza.

 

Per maggiori informazioni contatta la nostra specialista, la Dott.ssa Di Nardo Eleonora. ðŸ‘©â€âš•

 

Bibliografia

Nardone, G., Giannotti, E., Rocchi, R., Modelli di famiglia, 2001, Ponte alle Grazie.

 

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