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Tabella dei Contenuti

L’extrasistole è un’aritmia del cuore caratterizzata da impulsi di contrazione cardiaca (sistoli) anormali, aventi una o entrambe le seguenti caratteristiche:

  • Comparsa prematura rispetto allo stimolo normale. Essa interferisce con la conduzione dell’impulso.
  • Origine ectopica, cioè la sede d’origine dell’impulso è diversa dal nodo seno atriale.

Queste due caratteristiche interferiscono con il normale ritmo sinusale, che origina dal centro segnapassi dominante, o, addirittura, lo sostituiscono.
Le extrasistoli sono, in assoluto, le aritmie più frequenti, tanto che alcuni medici cardiologi affermano che ogni individuo, almeno una volta nella vita, ha presentato un episodio di sistole prematura/ectopica.
Le extrasistoli compaiono con modalità diverse. Possono essere:

  • Sporadiche. L’extrasistole è un fenomeno isolato.
  • A coppie. Avvengono due fenomeni extrasistolici successivi l’uno all’atro.
  • A salve. È il termine che indica il succedersi di tre o più fenomeni extrasistolici.

Inoltre, può accadere che una o più extrasistoli si inseriscano nel normale ritmo sinusale con una cadenza propria. In altre parole, è possibile che si crei un’alternanza regolare tra extrasistole e battito normale. In questi casi, il ritmo si definisce:

  • Bigemino, se c’è un’alternanza tra un battito normale ed un’extrasistole.
  • Trigemino, se si succedono terne sistoliche composte da un battito normale e due extrasistoli; oppure da due battiti normali seguiti da un’extrasistole.
  • Quadrigemino, se il succedersi di quattro sistoli è composto da una extrasistole e tre battiti normali.

Le extrasistoli, come si è detto, possono distinguersi anche per la sede d’origine. Pertanto, in base al segnapassi (dominante o secondario) che genera la sistole prematura, si può stilare la seguente classificazione:

  • Extrasistoli sinusali. Sono eventi assai rari. L’origine del battito prematuro risiede in una parte del nodo seno atriale leggermente diversa da quella che solitamente fa da segnapassi dominante.
  • Extrasistoli atriali. Si posizionano al secondo posto in una scala di frequenza di comparsa. L’impulso di contrazione, prematuro rispetto a quello sinusale, si può generare in un qualsiasi punto della muscolatura dell’atrio. Gli effetti dipendono da quanto precoce è l’insorgenza dell’extrasistole: tanto più questa è precoce, tanto maggiori sono le probabilità che i ventricoli siano ancora in fase diastolica (cioè di rilassamento) non eccitabile. Pertanto, il miocardio ventricolare non si contrae, pur ricevendo lo stimolo.
  • Extrasistoli giunzionali atrioventricolari. Sono poco frequenti, risiedono al terzo posto per frequenza di comparsa. La zona precisa d’origine è in prossimità del nodo atrioventricolare, o nel fascio di His, cioè tra atri e ventricoli. L’impulso, generandosi tra le due cavità cardiache, può propagarsi verso entrambe, stimolando prima gli atri o prima i ventricoli. Ne risulta, pertanto, che la conduzione dell’impulso è disordinata ed anomala.
  • Extrasistoli ventricolari. Sono in assoluto le sistoli premature più frequenti. Originano in un punto qualsiasi dei ventricoli e possono propagarsi verso gli atri. All’extrasistole dei ventricoli, segue lo stimolo sinusale, il quale, però, incappa nella non eccitabilità del miocardio (in quanto ha ricevuto da poco uno stimolo prematuro). Pertanto non c’è una risposta efficace al battito normale. Questa mancanza di recettività muscolare si traduce in una pausa, detta compensatoria con sensazione di “perdita del battito“.

È opportuno precisare che quelle appena elencate sono solo alcune delle caratteristiche delle diverse extrasistoli. Ognuna di esse, infatti, presenta ulteriori particolari, utili al medico cardiologo per definire una diagnosi completa. Abbiamo comunque accennato al momento in cui compare l’extrasistole, e a come si inserisce nel normale battito, poiché tale momento (diastole precoce o tardiva) è importante per capire gli effetti di un extrasistole sulla gittata cardiaca. La diastole è quella fase in cui il cuore si sta rilassando, dopo essersi contratto per pompare il sangue in circolo: si tratta del tempo necessario al miocardio per “ricaricarsi” ed essere nuovamente recettivo ad un nuovo impulso. Un’extrasistole che insorge in diastole precoce, troverà il miocardio assai poco recettivo allo stimolo; viceversa, un’extrasistole che compare in diastole tardiva troverà un miocardio più suscettibile al passaggio dell’impulso. Ciò si ripercuote anche sul battito sinusale successivo all’extrasistole e sulla gittata cardiaca, che ne risulterà, pertanto, compromessa.

Cause

Le cause che determinano un’extrasistole sono diverse e dipendono dallo stato di salute in cui versa l’individuo colpito da una sistole prematura. 
Ricordando che le extrasistoli sono gli episodi aritmici più frequenti, se esse insorgono in un individuo sano, com’è facile che accada, NON sono da considerarsi cardiopatie, in quanto prive, per il medico cardiologo, di rilevanza clinica. I fattori determinanti di queste sistoli premature NON patologiche sono:

  • Tabacco.
  • Abuso di caffè e thè.
  • Alcol.
  • Stimolazioni riflesse vagali o simpatiche, proveniente dagli organi addominali.
  • Stati di affaticamento, fisico e psichico.
  • Ansia e farmaci ansiolitici.
  • Gravidanza.

Durante la gravidanza, le extrasistoli sono fenomeni di discreta frequenza e persistono fino al parto; dopodiché, cessano. Pertanto, in assenza di altri segni che possano far pensare ad una cardiopatia, non devono destare apprensione.

Ben diverso è il quadro che riguarda le extrasistoli associate a cardiopatie. In questo caso, le cause, cioè le malattie di cuore, sono assai più gravi e richiedono maggiori attenzioni. Una semplice extrasistole, infatti, può dare origine ad aritmie dalle conseguenze più serie.

Sintomi

La maggior parte delle extrasistoli non viene avvertita dal soggetto colpito. Questo è dovuto al fatto che sono manifestazioni di lieve entità. La sensazione è di un battito mancante o di un battito più intenso.
Quando le extrasistoli si presentano a salve (cioè almeno tre sistoli premature successive), i disturbi al battito cardiaco sono più facilmente avvertibili. 
Gli altri sintomi tipici sono:

  • Sensazione molesta nel torace, simile al frullio di ali.
  • Cardiopalmo (o palpitazione).
  • Ansietà.
  • Vertigini.
  • Nausea.
  • Pallore.
  • Lipotimia (debolezza).

Terapia

Gli episodi di extrasistole, in persone senza disturbi di cuore, non richiedono interventi terapeutici specifici. Ciò vale anche se gli eventi sono frequenti. È, tuttavia, consigliato:

  • Moderare il consumo di caffeina o alcol.
  • Non fumare.
  • Ridurre lo stress e lo stato d’ansia senza ricorrere a farmaci.

In altre parole, correggendo alcuni comportamenti e salvaguardando di più la propria salute, è possibile arginare il problema legato alle sistoli premature.

Diverso è il comportamento da adottare nei confronti di extrasistoli d’origine cardiaca. In questi casi, il trattamento terapeutico può essere di tipo farmacologicoelettrico o chirurgico.

Prevenzione

Sulla base di quanto detto, per prevenire gli episodi di extrasistole, bisogna eliminare quei fattori di rischio che possono concorrere a sviluppare una cardiopatia. Evitare di fumare, per esempio, oltre a scongiurare fenomeni extrasistolici nell’immediato, allontana anche il rischio di sviluppare una cardiopatia in futuro. Altrettanto importante è l’attività fisica, il cui svolgimento (a patto che sia vista come uno svago e non come un obbligo) ha effetti positivi sugli stati d’ansia e di stress che possono affliggere un individuo. È stato infatti osservato come l’esercizio fisico riduca le extrasistoli in molti soggetti.

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