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COME INFLUISCE SU OBESITA’ E MALATTIE METABOLICHE

Quanto sia importante la salute del nostro intestino  e della sua  flora batterica  è ormai cosa nota,  ed è  interessante che  studi recenti abbiano evidenziato  la correlazione tra  la microflora intestinale e regolazione dell’omeostasi energetica.  Sembra infatti  che la microflora intestinale  influisca  sull’assorbimento dei nutrienti e quindi sulla tendenza ad aumentare di peso. In buona sostanza a seconda della composizione  della flora batterica intestinale lo stesso apporto di nutrienti potrebbe avere effetti diversi nei diversi individui.  Negli esperimenti con animali è stato dimostrato che  la variazione qualitativa e quantitativa della flora batterica intestinale è in grado di influenzare l’assorbimento dei nutrienti e la disponibilità energetica: in particolare è stato osservato che nei topi obesi c’è una diminuzione di batteri appartenenti alla famiglia dei bacteroidi e un proporzionale aumento dei firmicuti, ed una tale variazione porterebbe ad una aumentata estrazione di energia dalla dieta ottenendo calorie anche da cibi che ne forniscono poco o niente come la fibra. Interessante è che in questi animali, una dieta a basso contenuto calorico è in grado di  ristabilire un adeguato rapporto bacteroidi/firmicuti, inducendo una riduzione di peso. Se nell’uomo l’ alterata composizione della microflora batterica intestinale sia una causa o una conseguenza dell’obesità  al momento è  ancora da appurare, ma  è indubbio che c’è un  legame tra microflora intestinale e peso corporeo.

Il collegamento tra alimentazione e composizione della microflora intestinale è stato dimostrato di recente attraverso il confronto fra bambini in età compresa tra 1 e 6 anni del Burkina Faso e di Firenze. Nei bambini del Burkina Faso, la cui alimentazione è basata su una dieta ricca di fibre e cereali come il miglio ed il sorgo, la popolazione prevalente della microflora intestinale è rappresentata dai Bacteroidi. Nei bambini di Firenze con una tipica alimentazione occidentale, con la metà delle fibre rispetto ai bambini africani, a prevalere sono i Firmicuti, che rappresentano una flora disbiotica, cioè alterata. Come evidenziato da diversi studi , i diversi tipi di diete (per esempio ad alto contenuto di grassi) possono influenzare la composizione della flora batterica intestinale, che a sua volta può influenzare l’obesità e le malattie metaboliche ad essa correlate. Uno dei meccanismi conosciuti attraverso il quale ciò avviene è stato individuato nella produzione , da parte dei batteri intestinali, di lipopolisaccaride (LPS) che svolge un ruolo nell’infiammazione cronica sistemica ed è stato correlato con lo sviluppo di insulino-resistenza, alterata tolleranza glucidica otre che di steatosi epatica.

Una flora batterica disbiotica ( prevalenza dei Firmicuti e  Mollicuti sui Bacterioidi), è una condizione abbastanza comune nelle diete di tipo occidentale , generalmente ipercaloriche, ad alto  carico glicemico, ricche di grassi animali e povere di fibre.  Questa condizione di disbiosi  comporta un’alterazione dell’immunità intestinale, produzione di LPS e citochine proinfiammatorie, danneggiamento della barriera intestinale : la conseguenza è l’instaurarsi di una infiammazione sistemica  che è alla base della  patogenesi di malattie infiammatorie ed autoimmuni.

In conclusione, anche questi ultimi studi , confermano che  una alimentazione normocalorica di tipo mediterraneo, ricca di verdura e frutta , povera di grassi animali,e ricca di fibre ( cereali integrali) è una garanzia di salute intestinale ed una ottima prevenzione verso l’obesità e  le patologie a base infiammatoria ed immunitaria.

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