.st0{fill:#FFFFFF;}

Pneumologia

Convivere con l’asma: cosa fare in caso di emergenza

 Giugno 26, 2020

By  Centro Medico Esculapio

Quando inaliamo l’aria entra nel nostro corpo attraverso il naso o la bocca e successivamente raggiunge la trachea.

La parte finale della trachea in fondo si divide in due filoni, i bronchi, che entrano rispettivamente nel polmone sinistro e in quello destro.

Dopo l’ultimo passaggio l’aria raggiunge gli alveoli, nei quali avviene lo scambio di ossigeno e diossido di carbonio.

Se qualcosa non funziona durante questo processo vuol dire che si soffre di asma.
Scopriamo in questo articolo definizione, cause generiche e scatenanti dell’asma per approfondire poi cosa fare durante le situazioni di emergenza.


Definizione di asma

Ci sono diversi tipi di asma perciò non esiste una definizione unica di questa patologia:

  • asma allergico
  • asma non allergico
  • attacchi di asma
  • asma associato all’obesità

I sintomi tipici (ansimare, fiato corto, sensazione di peso nel petto e tosse) possono variare in intensità da individuo a individuo.
Altro sintomo tipico è l’espirazione di una quantità d’aria minore rispetto a persone in salute, ma anche questo è una fattore che può variare molto nel tempo.

Cartoon di donna che tossisce e una mano esterna porge un inalatore per l'asma


I soggetti più colpiti

L’asma è una patologia cronica che colpisce 334 milioni di persone nel mondo.

Si sviluppa maggiormente in età infantile anche se può iniziare a qualunque età.
Nella maggior parte dei casi, una volta che si inizia a soffrire di asma ci si porta dietro questa patologia per la vita.


Cause generali e scatenanti

Si pensa che l’asma sia dovuto a un mix di fattori ereditari e influenze ambientali.

Secondo gli esperti queste interazioni sono significative sin dalla prima infanzia, addirittura forse sin dall’utero.

I fattori che aumenterebbero il rischio di asma non sono però ancora stati determinati. Si pensa che, quasi sicuramente, influenze ambientali come il tabacco, la nutrizione, gli allergeni, e alcune sostanze mediche come il paracetamolo o gli antibiotici possano promuovere questa patologia.

Per chi soffre perennemente di asma esistono alcune cause scatenanti che peggiorano o rendono più acuti gli attacchi come: esposizione agli acari della polvere, al polline, alle spore della muffa o a peli di animali, ma anche cambiamenti meteo, esercizio fisico, odori forti o alcune emozioni intense come il ridere o il piangere.

L’infiammazione delle vie respiratorie coinvolge molte cellule infiammatorie, ma anche muscoli e cellule normali.
Una combinazione di vari fattori ne causa il restringimento generando una reazione iper-sensibile agli stimoli esterni.

Infiammazione dei bronchi in soggetti affetti di asma


Cosa fare in caso di forte attacco d’asma

Cercare di aiutare qualcuno durante un attacco di asma può non essere facile, ecco alcune semplici misure da seguire in caso questo succeda:


Livello 1

Agitarsi non aiuta, bisogna cercare di rimanere calmi e rassicurare la persona che sta avendo l’attacco di asma.

In questo primo livello bastano due spruzzi del tipico inalatore istantaneo che ogni soggetto asmatico ha sempre con sé.

Dopodiché possiamo aiutare la persona ad assumere una posizione nella quale respiri più facilmente come quella del treppiede:

  • Treppiede (a sedere): Sedersi con la schiena ben dritta su una sedia. Rilassare la schiena e inarcarla leggermente. Le braccia devono riposare sulle cosce e le mani devono rilassarsi all’ingiù. In questo modo si cerca di portare via il peso delle spalle dal petto.
  • Treppiede (in piedi): Portare il peso su entrambi i piedi e mettere le manu sulle cosce, poco sopra le ginocchia. Inspirare ed espirare comprimendo le labbra e respirando dal naso. Poi aprire leggermente la bocca ed espirare facendo un suono “pfff” o “sss”. Questo processo calma la respirazione e permette alle vie respiratorie di espandersi.


Livello 2

Se la situazione non migliora dopo 10 minuti, riprovare con altri 2-3 spruzzi dell’inalatore e 1 compressa di idrocortisone (se già prescritto in precedenza al paziente da un dottore).
Continuare con la posizione a treppiede e la respirazione dal naso.


Livello 3

Se dopo altri 10 minuti la situazione non migliora ancora, è necessario chiamare il pronto intervento.

Ti potrebbe interessare leggere anche:


Lascia un commento:

Your email address will not be published. Required fields are marked

{"email":"Email address invalid","url":"Website address invalid","required":"Required field missing"}