Spegnere l’ultima sigaretta non è facile perché quella dal fumo è una vera e propria dipendenza. Ma con le giuste motivazioni e un sostegno adeguato tutti possono riuscirci.

Tra i fattori di rischio che favoriscono lo sviluppo del cancro, il fumo è uno dei più importanti. Il suo legame con i tumori, ma anche con l’infarto, l’enfisema e molte altre malattie è dimostrato ormai da una grande mole di prove scientifiche. Gli effetti negativi di questa abitudine si riflettono anche su altri aspetti della vita quotidiana e ognuno deve trovare la propria motivazione e il proprio modo per riuscire a smettere. Ecco qualche spunto di riflessione e una guida agli strumenti disponibili per liberarsi da questa dipendenza.

I numeri del fumo in Italia e nel mondo

Secondo i dati forniti dall’Organizzazione mondiale della sanità, nel mondo il tabacco è responsabile di un maggior numero di vittime che non di quelle provocate da alcol, AIDS, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme. Si calcola che ogni anno in tutto il mondo si potrebbero evitare circa 6 milioni di morti, solo abolendo l’uso del tabacco; in Italia si stima che le morti attribuibili al fumo vadano da 70.000 a 83.000 ogni anno. Va anche detto che più di un quarto delle vittime del fumo hanno un’età compresa tra i 35 e i 65 anni.

Nel ventesimo secolo si calcola che sono morte per questa causa 100 milioni di persone e che circa un miliardo ne sarà vittima nel secolo in corso, considerando anche la progressiva e apparentemente inarrestabile diffusione del fenomeno nei Paesi in via di sviluppo, nella popolazione femminile e tra gli adolescenti.

Secondo i dati ISTAT del 2014, i fumatori in Italia sono 10,3 milioni, quasi il 20% della popolazione oltre i 15 anni di età. Sono invece 12,5 milioni le persone che possono fregiarsi del titolo di ex-fumatore, perché sono riuscite a smettere da almeno un anno.

Un tempo il fumo era un’abitudine tipicamente maschile, ma il divario tra i due sessi in questo campo continua a diminuire, perché gli uomini fumano sempre meno mentre cresce la quota delle fumatrici, soprattutto in giovane età.

Un dato positivo è comunque in Italia il calo del consumo di tabacco: rispetto al 2011, nel 2014 le vendite di sigarette si sono ridotte del 5,7%, che corrisponde a quasi due pacchetti in meno al mese acquistati da ciascun fumatore.

Perché smettere di fumare?

Ci sono tanti buoni motivi per smettere di fumare: ciascuno può trovare le motivazioni che nel proprio caso trova più convincenti per prendere la giusta decisione e tenervi fede.

• Per la propria salute

• Per la salute di chi ci sta vicino

• Per sentirsi psicologicamente liberi

• Per migliorare il proprio aspetto

• Per sentirsi più accettati socialmente

Come smettere di fumare?

Come si è scelto di fumare si può scegliere di smettere. E prima si smette e prima il rischio delle conseguenze negative per la salute può tornare al livello di chi non ha mai fumato.
Le statistiche dicono che l’obiettivo non è facile da raggiungere, ma a disposizione di chi fa questa scelta oggi ci sono molti strumenti che un tempo, quando si poteva contare solo sulla propria forza di volontà.

Cosa succede smettendo di fumare?

Interrompere l’abitudine al fumo porta con sé una serie di conseguenze, per lo più positive, che si possono avvertire fin dai primi giorni, rinforzando la volontà di perseverare, anche perché con qualche accortezza si può rimediare ai possibili effetti indesiderati.

I benefici

Effetti benefici immediati e a distanza di tempo

  • Dopo 20 minuti
    La pressione arteriosa e la frequenza cardiaca tornano nella norma
  • Dopo 24 ore
    I polmoni cominciano a ripulirsi dal muco e dai depositi lasciati dal fumo
  • Dopo 2 giorni
    L’organismo si è liberato dalla nicotina e ricomincia a recuperare gusto e olfatto
  • Dopo 3 giorni
    Si comincia a respirare meglio e si recupera energia
  • Dopo 2-12 settimane
    La circolazione del sangue migliora
  • Dopo 3-9 mesi
    Il miglioramento nella respirazione si fa più marcato; tosse e sibili si riducono
  • Dopo 1 anno
    Il rischio cardiovascolare si è dimezzato rispetto a quello di chi continua a fumare
  • Dopo 10 anni
    Il rischio di tumore del polmone in molti casi è tornato pari a quello di chi non ha mai fumato o comunque è dimezzato (dipende da molti fattori, tra cui il numero di sigarette fumate e gli anni in cui si è fumato)

Le conseguenze spiacevoli

Sintomi da astinenza

Smettere non è facile soprattutto perché nei primi giorni la mancanza della nicotina si fa sentire: oltre al forte desiderio di fumare è normale sentirsi inquieti, irritabili, depressi o stanchi; molti fanno fatica a dormire e a concentrarsi.

In questa fase, oltre ad aiutarsi con i prodotti sostitutivi della nicotina o con i farmaci prescritti dal medico, è bene concentrarsi sui vantaggi che si vogliono ottenere e sulle motivazioni che hanno portato alla decisione di abbandonare il fumo.

È bene prepararsi a questi momenti dedicandosi ad attività gradevoli che possano aiutare a distrarsi, meglio se in compagnia e all’aria aperta. Anche una passeggiata con un amico “alleato” in questa impresa può aiutare a superare i momenti critici.

L’aumento di peso

L’alibi del possibile aumento di peso è una scusa comune per evitare di smettere di fumare. Va precisato, a questo proposito, che i vantaggi sulla salute in seguito all’abbandono della sigaretta sono molto superiori rispetto ai rischi legati ad un piccolo aumento di peso. Inoltre, non è detto che l’accumulo di qualche chilo in più si verifichi e di solito è transitorio.

Per evitare di spostare sul cibo il desiderio di gratificazione prima saziato dalle sigarette, si può ricorrere a cibi ipocalorici, per esempio frutta e verdura, e accompagnare la scelta di smettere di fumare a un’attività fisica di qualunque tipo, purché piacevole, amplificando i vantaggi dell’addio alle sigarette.

Le informazioni presenti in questa pagina non sostituiscono il parere del medico.